L'Associazione Italia Nostra venne fondata il 29 ottobre 1955 da Umberto Zanotti
Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Desideria Pasolini Dall’Onda, Elena
Croce, Luigi Magnani Rocca e Hubert Howard, i quali presero coscienza della
necessità di associarsi per fronteggiare lo sviluppo economico ed urbanistico
disordinato e senza limiti che stava non solo trasformando il Paese, ma lo stava
devastando con gravissimo pericolo per il patrimonio storico, artistico e naturale più
importante del mondo (crescita disordinata di enormi periferie nelle città, abbandono
delle zone montane, invasione del turismo e delle seconde case, ville storiche
lottizzate, verde mangiato dalla più selvaggia urbanizzazione).
Da iniziativa di pochi Italia Nostra si è trasformata in movimento di opinione
diffondendosi in tutto il Paese con l’adesione di migliaia di soci e con l’istituzione di
circa 200 sezioni sparse sul territorio. Inoltre, a funzione di coordinamento, esistono i
Consigli regionali. È attivo anche un ufficio di corrispondenza e rappresentanza per
l’Europa a Nizza (Francia).
È riuscita in questi anni ad evitare danni che avrebbero potuto essere irreversibili: ne
fanno fede l’enorme e prezioso archivio di documenti, frutto dell’instancabile opera di
denuncia e di protesta civile, il Bollettino Nazionale e oltre un centinaio tra atti, studi,
quaderni.
All’interno di un’associazione come Italia Nostra, la spinta all’aggiornamento dei
contenuti culturali si è sempre tenuta viva e si è venuta, via via, modificando in
relazione alla nascita di problematiche sempre più complesse. Infatti, solo chi si
aggiorna continuamente sul problema sempre più impellente del patrimonio ambientale
e culturale, può acquisire consapevolezza per intervenire e difendere il territorio. Fin
dalla sua fondazione, Italia Nostra si è rivolta al “cittadino” e all’operatore culturale in
quanto trasformatori sociali, ponendo alla loro attenzione la rapidissima (e spesso
negativa), trasformazione del territorio che uno sviluppo industriale troppo accelerato (e
il più delle volte incontrollato), ha portato con sé. L’educazione permanente quindi,
costituisce l’obiettivo primario per promuovere un vero cambiamento individuale e
collettivo, in merito alla gestione del territorio e all’educazione ambientale. Pur rivolta a
tutte le fasce di età, privilegia ovviamente le giovani generazioni che nelle scuole si
formano una coscienza civile. Non si trascura la formazione degli insegnanti, visti come
formatori di coscienza e la sensibilizzazione degli amministratori in quanto preposti alla
gestione della “cosa pubblica”. Fin dagli anni ’70, l’Associazione ha instaurato un
rapporto diretto con il M. P. I. che ha patrocinato un numero elevatissimo di corsi di
aggiornamento per i docenti. Recentemente l’Associazione ha stretto rapporti
collaborativi con il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali concordando
protocolli d’intesa per promuovere iniziative comuni.